Da Il Sole 24 Ore del 12 Dicembre 2008
<< Per il Mezzogiorno risalire la china, ridurre il divario con le regioni del Centro-Nord e soprattutto non perdere terreno rispetto alle altre aree deboli dell'Unione europea sarà sempre più complicato.
Gli effetti della crisi si faranno sentire prevalentemente al Sud, nonostante la caduta del commercio internazionale sulla carta dovrebbe penalizzare in primo luogo le regioni più orientate all'export come quelle del Nord-Est.
La Svimez, che ha elaborato per tutte le Regioni le previsioni macroeconomiche per il 2009, preannuncia un divario più ampio e calcola che le prime misure varate dal Governo per l'economia reale non faciliteranno il recupero. Avvantaggeranno anzi essenzialmente il Nord.
Gli economisti della Svimez hanno calcolato in un modesto 0,2% l'impatto sul Pil del Centro- Nord che ci si può attendere dal combinato disposto del bonus famiglia (2,4 miliardi il costo della misura), della social card (450 milioni) e degli ammortizzatori sociali (290 milioni come primo intervento in attesa di un rafforzamento). Al Centro-Sud il beneficio sarà anche inferiore (0,1%). Migliore l'impatto sui consumi privati al Mezzogiorno (0,3%), che si trasferirà soprattutto in spese che sosterranno il Pil espresso da aziende settentrionali. «È importante avviare una riflessione sul tema degli ammortizzatori sociali - osserva Luca Bianchi, vicedirettore della Svimez -.
Le grandi industrie in cui si farà ricorso a questo strumento sono concentrate prevalentemente al Nord. Bisogna capire a questo punto se davvero, per rafforzare la dote già prevista, il Governo utilizzerà il Fondo aree sottoutilizzate o il Fondo sociale europeo. Per questi due Fondi esiste un vincolo territoriale che destina le risorse per 1'85% al Sud. Come si farà a rispettarlo?».
Ancora una volta, quando si parla di Mezzogiorno, spunta il tema del Fas. Un grande "vaso di Pandora", già alleggerito di oltre 16 miliardi per diverse misure alcune delle quali incluse nel decreto anti-crisi. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è pronto ad attingere ancora, anche a costo di uno scontro con le Regioni e con il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto che tenta di arginare l'operazione.
Per Svimez la manovra anti-crisi del Governo, unita all'accentramento di Fas e Fondi europei e anche all'abolizione dell'Ici prima casa, rischia di mettere il Sud in fuorigioco. Insieme all'istituto di ricerche Irpet, Svimez stima un effetto di squilibrio anche dall'esenzione Ici.
Al Sud, a beneficiarne sarà il 45% delle famiglie, al Centro (dove pesa molto Roma) il 54%, al Nord il 53%. Il beneficio medio sarà di 136 euro a famiglia al Sud, di 237 euro al Centro e di 166 euro al Nord.
Tiene solo l'export +1,4% per l'Italia, +1,5% al Sud e +1,4% al Centro-Nord. Nel 2008 la caduta del Pil (-0,4% a livello nazionale) sarà più accentuata nel Mezzogiorno (-0,7%) che nel resto del Paese (-0,3%). Nel 2009 trend confermato: rispettivamente -0,8 e -0,4 per cento;-0,5% il dato nazionale.
Il Sud, nonostante la minore vocazione all'export lo esponga in misura ridotta alla crisi del commercio mondiale, paga la maggiore contrazione della spesa per consumi Nel Mezzogiorno infatti il reddito disponibile delle famiglie sarà praticamente fermo nel 2008 e nel 2009 mentre al Centro-Nord si registrerà almeno un timido progresso (0,5 e 0,4%).
Consumi in calo anche per la dinamica dell'occupazione che nel 2009, per il terzo anno consecutivo, sarà in calo (-0,4%) mentre si registrerà un +0,3% al Centro-Nord e un +0,2% a livello nazionale. Tra le Regioni sarà la Puglia a soffrire di più nel 2009, con un calo del Pil dell'1 per cento. Veneto e Abruzzo, con crescita zero, e Marche con lo 0,2% le uniche Regioni che non saranno in terreno negativo. >>
Analisi molto interessante. C’è poco da aggiungere se non la necessità di riportare il peso delle nostre decisioni fra Napoli e Palermo, come 150 anni fa.
Luca Longo
Vicepresidente nazionale
<< Per il Mezzogiorno risalire la china, ridurre il divario con le regioni del Centro-Nord e soprattutto non perdere terreno rispetto alle altre aree deboli dell'Unione europea sarà sempre più complicato.
Gli effetti della crisi si faranno sentire prevalentemente al Sud, nonostante la caduta del commercio internazionale sulla carta dovrebbe penalizzare in primo luogo le regioni più orientate all'export come quelle del Nord-Est.
La Svimez, che ha elaborato per tutte le Regioni le previsioni macroeconomiche per il 2009, preannuncia un divario più ampio e calcola che le prime misure varate dal Governo per l'economia reale non faciliteranno il recupero. Avvantaggeranno anzi essenzialmente il Nord.
Gli economisti della Svimez hanno calcolato in un modesto 0,2% l'impatto sul Pil del Centro- Nord che ci si può attendere dal combinato disposto del bonus famiglia (2,4 miliardi il costo della misura), della social card (450 milioni) e degli ammortizzatori sociali (290 milioni come primo intervento in attesa di un rafforzamento). Al Centro-Sud il beneficio sarà anche inferiore (0,1%). Migliore l'impatto sui consumi privati al Mezzogiorno (0,3%), che si trasferirà soprattutto in spese che sosterranno il Pil espresso da aziende settentrionali. «È importante avviare una riflessione sul tema degli ammortizzatori sociali - osserva Luca Bianchi, vicedirettore della Svimez -.
Le grandi industrie in cui si farà ricorso a questo strumento sono concentrate prevalentemente al Nord. Bisogna capire a questo punto se davvero, per rafforzare la dote già prevista, il Governo utilizzerà il Fondo aree sottoutilizzate o il Fondo sociale europeo. Per questi due Fondi esiste un vincolo territoriale che destina le risorse per 1'85% al Sud. Come si farà a rispettarlo?».
Ancora una volta, quando si parla di Mezzogiorno, spunta il tema del Fas. Un grande "vaso di Pandora", già alleggerito di oltre 16 miliardi per diverse misure alcune delle quali incluse nel decreto anti-crisi. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è pronto ad attingere ancora, anche a costo di uno scontro con le Regioni e con il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto che tenta di arginare l'operazione.
Per Svimez la manovra anti-crisi del Governo, unita all'accentramento di Fas e Fondi europei e anche all'abolizione dell'Ici prima casa, rischia di mettere il Sud in fuorigioco. Insieme all'istituto di ricerche Irpet, Svimez stima un effetto di squilibrio anche dall'esenzione Ici.
Al Sud, a beneficiarne sarà il 45% delle famiglie, al Centro (dove pesa molto Roma) il 54%, al Nord il 53%. Il beneficio medio sarà di 136 euro a famiglia al Sud, di 237 euro al Centro e di 166 euro al Nord.
Tiene solo l'export +1,4% per l'Italia, +1,5% al Sud e +1,4% al Centro-Nord. Nel 2008 la caduta del Pil (-0,4% a livello nazionale) sarà più accentuata nel Mezzogiorno (-0,7%) che nel resto del Paese (-0,3%). Nel 2009 trend confermato: rispettivamente -0,8 e -0,4 per cento;-0,5% il dato nazionale.
Il Sud, nonostante la minore vocazione all'export lo esponga in misura ridotta alla crisi del commercio mondiale, paga la maggiore contrazione della spesa per consumi Nel Mezzogiorno infatti il reddito disponibile delle famiglie sarà praticamente fermo nel 2008 e nel 2009 mentre al Centro-Nord si registrerà almeno un timido progresso (0,5 e 0,4%).
Consumi in calo anche per la dinamica dell'occupazione che nel 2009, per il terzo anno consecutivo, sarà in calo (-0,4%) mentre si registrerà un +0,3% al Centro-Nord e un +0,2% a livello nazionale. Tra le Regioni sarà la Puglia a soffrire di più nel 2009, con un calo del Pil dell'1 per cento. Veneto e Abruzzo, con crescita zero, e Marche con lo 0,2% le uniche Regioni che non saranno in terreno negativo. >>
Analisi molto interessante. C’è poco da aggiungere se non la necessità di riportare il peso delle nostre decisioni fra Napoli e Palermo, come 150 anni fa.
Luca Longo
Vicepresidente nazionale

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