sabato 9 maggio 2009

INVESTIMENTI PUBBLICI, SUD SOTTO IL 35%

Sole24ore - 65alnord Sole24ore - 65alnord ernesto brando Al nord il 65% degli investimenti statali.sti zozzosi...

domenica 15 marzo 2009

Nasce l’asse Rifkin-Lombardo. “Sbagliato puntare sul nucleare”

L’economista di Obama: si al piano con solare ed eolico. Scommette su Lombardo e indica la Sicilia come «faro della terza rivoluzione industriale», quella del ciclo del sole e dell'idrogeno, che soppianterà le precedenti fondate sul carbone e sul petrolio.

14/3/2009 - Domani alle ore 10,00 il leader del Movimento per le Autonomia e Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo accompagnerà Jeremy Rifkin, consigliere per l'Energia del Presidente Obama, saranno ospiti in visita istituzionale del Sindaco di Catania Raffaele Stancanelli a Palazzo degli Elefanti. Jeremy Rifkin, a Catania dopo la lectio magistralis tenuta all'Universita' di Palermo nella giornata di venerdì, si è detto “molto contento di essere in Sicilia dove il presidente Lombardo dimostra questa grande visione di democratizzare l'energia e portarla nella disponibilita' di tutti i cittadini e fare diventare la Sicilia la punta di diamante della terza rivoluzione industriale”. Rifkin, che sta collaborando anche all’attuazione del piano energetico siciliano, ha parlato di un “nuovo modello energetico in cui tutti i consumatori diventano anche produttori di energia, grazie alle nuove tecnologie".


2 La Repubblica Energia

lunedì 9 marzo 2009

FEDERALISMO / MERATE (LC) - Al convegno del PD va in scena il disprezzo per i meridionali

Nella foto Emilio Zangari, segretario regionale Comitati Due Sicilie-Lombardia

In occasione del convegno "Federalismo e Sussidarietà" organizzato dal PD di Lecco e svoltosi venerdì 6 febbraio nella cittadina di Merate, una delegazione dei Comitati Due Sicilie Lombardia ha presenziato all'incontro
Nel corso dell'appuntamento, Emilio Zangari è intervenuto ribadendo che il -Sud è pronto a raccogliere la sfida del federalismo, ma non può farlo disarmato, ovvero senza avere le risorse per farlo. Ma - continua Zangari - tali risorse non devono essere intese come un neo-assistenzalismo, ma semplicente - conclude il segretario - il pagamento delle tasse relative al lavoro-reddito prodotto al Sud, direttamente alle regioni meridionali -
Per la proposta di Zangari, il Comitato Due Sicilie-Lombardia si aspettava un riscontro positivo da parte dei dirigenti del PD di Lecco, sia per il coraggio della stessa, che dimostra la voglia di responsabilità e di responsabilizzarsi del Sud, sia per le basi socialiste che il Partito Democratico, si credeva, avesse.
Con immenso rammarico ben altre sono state le risposte di questi politici.
Nel momento in cui i relatori hanno preso parola è iniziato un tiro a ripetizione nei confronti dei meridionali, che secondo Battista Albani sindaco di Merate del PD - non meritano nessuna Sussidiarietà, in quanto lo Stato ha sempre buttato soldi, investendo al Sud, allo stesso tempo - ribadisce Albani - è inutile portare fabbriche nel Meridione, in quanto gli abitanto del Sud Italia rimangono degli inguaribili fannulloni.
Ad un certo punto, scatta la tregua, il tempo di passare il microfono e si riprendono gli insulti ai meridionali. Questa volta a parlare è Spreafico, consigliere regionale del PD, il quale si lamentava della mancanza di partecipanti durante un suo incontro sindacale, avvenuto nell'Italia meridionale.
Il Sig. Spreafico, aggiungiamo noi, probabilmente non avrà pensato che i meridionali non sempre sono disponibili ad ascoltare la solita lezioncina di chi crede di sapere tutto solo perchè proviene da un area con un PIL più elevato.
Ma il bello della serata doveva ancora arrivare, infatti è verso la conclusione del congresso che arriva la ciliegina sulla torta: Secondo il Sig. Spreafico, il federalismo è un invenzione del Partito Democratico e l'idea sarebbe stata rubata dalla Lega Nord!
Alla fine del congresso i Comitati Due Sicilie hanno ringraziato i relatori ed i presenti, in quanto il convegno ha fatto comprendere ai meridionali, la vera politica ed i veri interessi del Partito Democratico (tra cui scimmiottare la Lega Nord) certi che al Sud, così come al Nord, le genti delle Due Sicilie, quando si troveranno davanti alle urne avranno un compito molto più facile nella scelta dei candidati.

Davide Cristaldi
Vice presidente nazionale

sabato 17 gennaio 2009

INTERVISTA A RAFFAELE LOMBARDO: "LA SECESSIONE IN ITALIA C’E’ GIA’, E’ NEI FATTI"

È arrabbiato Raffaele Lom­bardo. E non lo nasconde. «Co­sì non va. Neppure un casinò ci fanno fare, quasi dovessimo mettere a rischio Campione d'Italia. Intanto però ci taglia­no un miliardo e mezzo per le strade provinciali, utilizzano le risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate, ndr) per finan­ziare tutto tranne che il Sud e arrivano addirittura a prevede­re un costo più alto della bollet­ta elettrica proprio qui, in Pu­glia e Sicilia, dove si produce gran parte di quella utilizzata nel Paese!». Il Governatore si­ciliano, classificatosi al primo posto nel gradimento dei citta­dini, è appena rientrato da Roma. Poche ore fa l'Mpa, il Movi­mento dell'autonomia sicilia­na di cui è leader indiscusso, si è rifiutato di votare a favore del Dl anticrisi. «Un segnale», spiega, che attende di essere raccolto.
La fiducia al Governo però l'avete votata...
La fiducia a Berlusconi non la faremo mai mancare. Ma è tempo che le cose cambino e noi parlamentari meridionali dobbiamo fare la nostra par­te. Berlusconi essendo il pre­mier deve fare i conti con più richieste, soddisfare più inte­ressi, ma se ad alzare la voce è una parte sola (la Lega, ndr) inevitabilmente anche le scel­te dell'Esecutivo non saran­no equilibrate.
Eppure anche la Lega si la­menta: i soldi a Roma e Catania, Malpensa, le risorse per l'Expo che non arrivano. Chi ha ragione?
Vedrà che i soldi a Milano ar­riveranno. Per quei 140 milio­ni a Catania hanno fatto il fini­mondo ma erano fondi del Fas, fondi per il Sud. La Lega giustamente fa il suo mestiere e lo fa bene, difende gli interes­si dei suoi elettori: il Nord de­pauperato da Roma, la seces­sione del Nord. Ma la secessio­ne già c'è nei fatti. Ci sono due Italie, quella dove ci si lamen­ta perché c'è un intasamento del traffico ferroviario per l’ar­rivo dell'Alta velocità e quella dove neppure ci sono le ferro­vie: mi piacerebbe invitare miei amici leghisti a fare un viaggetto in treno. tra Palermo e Catania.
Berlusconi ha garantito che i fondi del Fas andranno alle infrastrutture del Sud. Lei gli crede?
Ce lo auguriamo e siamo usciti dall'Aula per rafforza­re quest'impegno. Leggo tut­ti i giorni che la Lega condi­ziona il Governo. Ed è vero, ma se i parlamentari meri­dionali si muovessero tutti insieme, al di là della loro ap­partenenza, condizionereb­bero assai di più!
Cos'è, il partito del Sud con­tro quello del Nord?
Perché Penati non difende Malpensa quanto Bossi e il sin­daco Moratti? lo sono un auto­nomista da sempre e un fede­ralista convinto, credo profon­damente nella necessità che le classi dirigenti meridionali si assumano le loro responsa­bilità e abbandonino la politi­ca assistenzialista. Da presi­dente di Regione sto lavoran­do in tal senso e con non po­che resistenze anche dentro la mia maggioranza.
Ma non è che sotto sotto il federalismo non lo volete?
Al contrario. lo condivido il principio che una tac deve costare in Lombardia come in Sicilia ma l'Alta velocità non me la posso fare da solo! E se qualcuno pensa che la compartecipazione si fa con l'Irpef, si sbaglia di grosso. Ogni anno lo Stato con le acci­se petrolifere su quanto vie­ne raffinato in Sicilia recupe­ra ben 10 miliardi: ce ne la­sciassero la metà e il Ponte sullo Stretto ce lo finanziamo in due anni!

Da Il Sole 24 Ore del 16 gennaio 2009

Luca Longo

Lombardo

martedì 13 gennaio 2009

Effetto luna di miele, i politici siciliani al top del gradimento

Il Sole 24 Ore - Podio conquistato tra i leader provinciali, mentre Lombardo batte Formigoni

E' la Sicilia la Mecca del consenso per governatori e presidenti di Provincia. Nelle graduatorie del consenso 2008 l'isola fa incetta di primati: con il suo presidente Raffaele Lombardo toglie al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, per la prima volta in tre anni, la maglia rosa del seguito elettorale, e con i presidenti di Catania, Messina e Palermo occupa interamente il podio dei leader provinciali.Il dominio siciliano si spiega anche con l'effetto luna di miele, che spinge in alto un gruppo di amministratori che si è insediato dopo aver ottenuto al turno elettorale della scorsa primavera le percentuali spesso bulgare che da anni accompagnano le performance isolane del centrodestra. Lo stesso fenomeno porta al quinto posto il presidente della Provincia di Siracusa Nicola Bono e il collega di Agrigento Eugenio Benedetto D'Orsi, mentre i primi tre, pur mantenendosi ovviamente a livelli altissimi, vedono dimagrire di 6-7 punti il plebiscito ottenuto qualche mese prima alle urne.

Non così il governatore Raffaele Lombardo, che riesce a strappare la palma del vincitore a Formigoni anche grazie a un colpo di reni che gli ha fatto guadagnare quasi il 2% nei primi otto mesi passati a Palazzo d'Orleans. Evidentemente paga la partita territoriale e "autonomista" che si è scelto Lombardo, giocandola di preferenza sul terreno concretissimo dei soldi. Con il primo fondamentale successo, potenzialmente da 10 miliardi di euro, ottenuto almeno per ora nel cantiere del federalismo fiscale con la previsione di poter trattenere una quota delle accise sulla benzina raffinata in regione.

La rivendicazione delle risorse è uno dei pilastri anche della collaudatissima ricetta di Roberto Formigoni, che a giugno compirà 14 anni al timone del Pirellone e che, nonostante le sue ambizioni puntino esplicitamente a Roma da ormai parecchio tempo, ci tiene a non smettere gli abiti di paladino degli interessi lombardi. Dalla bozza regionale di federalismo fiscale hard approvata nel 2007 e poi rilanciata per smuovere le acque del dibattito nazionale, allo Statuto di autonomia (formale) varato in autunno, per arrivare alla polemica con il Governo sui fondi a Roma e Catania e sulla sorte di Malpensa, il Governatore non ha mai rinunciato alla competizione con la Lega sul suo stesso terreno. E i governati apprezzano, come sembrano apprezzare i veneti lo slancio ripreso da un Giancarlo Galan che cerca di contrastare le mire sempre più concrete del Carroccio in vista del rinnovo del Governo regionale in calendario l'anno prossimo.

Più opache, in genere, le percentuali degli amministratori di centrosinistra, guidati dalla presidente dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che conta ancora sull'appoggio del 56% dei cittadini, ma continua a erodere i livelli che l'ultima regione interamente «rossa» le aveva riconosciuto al momento del voto. Anche a Perugia e dintorni, del resto, le Procure e la Corte dei conti hanno dedicato più di un'attenzione alle amministrazioni locali. Niente di paragonabile, com'è ovvio, alla disfatta campana, che accomuna il presidente Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino nella disaffezione generalizzata dei cittadini.

La valanga giudiziaria ha travolto anche l'Abruzzo, senza troppe distinzioni fra gli inquisiti e i loro colleghi di altre amministrazioni, e ha confinato agli ultimi posti tutti i presidenti di Provincia della regione.

In 63 Province (il 59% del totale) il 2009 è anno di elezioni e, con i numeri attuali, in 17 (di cui 15 di centrosinistra) si candidano a cambiare colore. Tra le amministrazioni a rischio c'è anche quella milanese, dove Filippo Penati oscilla sul filo del 50%, mentre il presidente di Napoli, Dino Di Palma, dei Verdi, se tornerà a guidare il centrosinistra alle urne, avrà bisogno di una campagna elettorale molto efficace.

Luca Longo
Vicepresidente Nazionale
GOVERNATORI_1

lunedì 5 gennaio 2009

Il Sole24Ore intervista Lombardo: «Sicilia per il federalismo ma sulle accise non cedo»

«Il Governo si impegni per una fiscalità di vantaggio e sui fondi Fas al Mezzogiorno»

«Dal federalismo abbiamo tutto da guadagnare, anche perché peggio di così non potrebbe andare: a questo stato di cose ci ha portati il centralismo. Però devo ancora capire cosa succederà con le accise energetiche». Raffaele Lombardo, 58 anni, catanese, fondatore dell`Mpa e da aprile presidente della Regione Sicilia, resta favorevole al progetto federalistico in lavorazione al Senato e puntualizza le sue richieste al Governo: oltre alla destinazione all`isola dell`imposta sulla raffinazione, fiscalità speciale per il Mezzogiorno e garanzie sui fondi Fas al Sud.
Il federalismo fiscale approderà presto in Aula. Ci sono "zone d`ombra"?
Sono favorevole al federalismo: è una riforma che comporterà l`eliminazione degli sprechi e una maggiore efficienza nella misura in cui determinerà un dimagrimento del centro - luogo dove si accumulano le inefficienze - portando i servizi vicino al cittadino che potrà controllare l`operato degli amministratori. Ci aspetta una rivoluzione nel segno della responsabilità e la nostra autonomia ha l`opportunità per esprimersi al meglio. Finora la Sicilia ha primati negativi: ultima per reddito, prima per famiglie povere. In futuro potremmo conquistarne di positivi.
Considera conclusa la battaglia sulle accise energetiche?
No. Produciamo benzina a partire dal petrolio ed energia elettrica dal pét coke. E, purtroppo, ne paghiamo anche le conseguenze in termini di inquinamento e salute. Ribadiamo un principio fondamentale del federalismo: se si lavora il petrolio in una Regione, le tasse vanno pagate e devono restare tutte su quel territorio. L`altra priorità per noi resta la fiscalità di vantaggio.
Che, però, verrebbe bocciata dall`Europa.
Quest`argomentazione è una scemenza: di fatto i fondi strutturali al Mezzogiorno così come sono congegnati oggi determinano già un vantaggio, per esempio, di un`azienda agricola siciliana rispetto a una piemontese o veneta. Si tratta semplicemente di proporre un`alternativa a una violazione già vigente: il meccanismo del contributo a fondo perduto non ha funzionato e va sostituito con un`esenzione fiscale limitata nel tempo. L`Europa ci guadagnerebbe, l`Italia risparmierebbe sulle indennità di disoccupazione e il Mezzogiorno non sarebbe più una palla al piede. Come l`Irlanda diventerebbe polo di attrazione per investimenti. Il Nord è saturo, mentre al Sud c`è spazio per l`industria: penso, per esempio, alla produzione di pannelli fotovoltaici. I numeri del turismo sono moltiplicabili per cento. Il Governo si impegni per superare i vincoli che impediscono di applicare una fiscalità differenziata per il Mezzogiorno.
La Lega non si opporrebbe?
I rapporti con il Carroccio sono molto buoni. Il partito di Bossi ci insegna che la politica funziona quando è legata alle esigenze di un territorio e tradisce invece la sua missione quando diventa "salotto televisivo" che appassiona così tanto gli elettori da convincerli a rimanere a casa invece di andare a votare.
Niente contrapposizione Nord-Sud?
Il Governo ha sbagliato perché ha invertito la destinazione dei fondi Fas: l`85% deve andare al Sud. Noi non ce la prendiamo con Bossi ma con noi stessi perché non siamo stati in grado di creare un movimento federalista meridionale che riequlibri lo strapotere leghista.
In compenso i suoi alleati vogliono far sopravvivere l`Assemblea regionale anche in caso di decesso del Governatore.
Quel Ddl è sgradevole e i rapporti con gli alleati non sono idilliaci. Mi sono fatto interprete di una svolta resa necessaria dalla recessione e dalla vigilia del federalismo. Alcune scelte hanno dato fastidio a categorie limitate di persone.
II federalismo compatta i governatori meridionali ma sul Ponte restano distanze, per esempio, con il suo dirimpettaio calabrese Agazio Loiero.
Il Ponte è un`infrastruttura che ci consentirà di uscire dall`isolamento: ci darà diritto a entrare nel progetto Alta velocità con la tratta ferroviaria Messina-Catania-Palermo e farà della Sicilia la porta di ingresso per le merci che entrano in Europa. Non è un regalo: se serve, siamo pronti a metterci i fondi strutturali.
.
da LUCA LONGO - Vicepresidente Nazionale
Copia giornale in pdf: http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KBH/KBHDB.pdf

martedì 30 dicembre 2008

IL SOLE 24 ORE - QUALITA’ DELLA VITA – CLASSIFICA 2008

Alcuni stralci dall’articolo “Un’Italia spaccata a metà” apparso su Il Sole 24 Ore del 29 dicembre 2008, pag.1:

<< … Milano, che è tra le province ricche europee, ha un reddito pro capite maggiore di due volte e mezzo quello di Crotone, che è invece tra le province più disagiate d’Europa: è come se le disuguaglianze territoriali europee fossero racchiuse in un solo Paese…
Esistono piuttosto due Italie, attualmente differenti per regolazione sociale: mentre il Centro-Nord appare integrato e omogeneo all’Europa continentale, il Mezzogiorno ha un reddito pro capite medio ormai raggiunto da quelli ungherese e slovacco…>>

Alcuni spunti di riflessione partendo da questi stralci:

1) “è come se le disuguaglianze territoriali europee fossero racchiuse in un solo Paese”…la domanda che sorge spontanea è: ma siamo un solo Paese, lo siamo mai stati?

2) “il Mezzogiorno ha un reddito pro capite medio ormai raggiunto da quelli ungherese e slovacco”…la seconda domanda è: ma se ci hanno raggiunto anche l’Ungheria e la Slovacchia abbiamo ancora bisogno della “guida strategica” e dell’assistenzialismo dello Stato Italiano?

Alcuni dati, per me interessanti, ripresi dalla summenzionata classifica:

1) Pil pro capite per abitante in € - 2007 – Posizione in classifica

1 - Milano 39.442,08
94 - Napoli 16.066,99
96 - Palermo 15.903,24
103 - Crotone 14.547,68

Napoli e Palermo, le due antiche Capitali del Regno delle Due Sicilie, hanno un Pil pro capite rispettivamente pari al 40,7% ed al 40,3% di quello di Milano che è la prima provincia d’Italia.
Crotone, l’ultima provincia, è al 36,9%.
La prima provincia duosiciliana è Chieti al 66° posto.

2) In cerca di lavoro/forza lavoro in % - 2007 – Posizione in classifica

1 - Reggio Emilia 1,9
95 - Napoli 12,4
100 - Palermo 15,5
103 - Agrigento 16,7

Napoli e Palermo hanno tassi di disoccupazione a due cifre molto vicini all’ultima provincia d’Italia che è Agrigento.
La prima provincia duosiciliana è Teramo al 60° posto.


Si parla tanto al Sud di degrado, criminalità organizzata, ecc, ma se non si mette mano allo sviluppo economico ed al conseguente abbattimento del tasso di disoccupazione, degrado e criminalità saranno sempre le connotazioni, anche in futuro, del Sud.
Il Terzo Paese al Mondo per Sviluppo industriale (nel 1856) ha oggi più che mai bisogno di AUTONOMIA da Roma e dal Centro-Nord.
Di questo, però, se ne debbono prima convincere gli stessi Meridionali che preferiscono la certezza di un ormai asfittico assistenzialismo da parte dello Stato Italiano (visto anche come garanzia di un posto statale) al rischio di dover camminare con le proprie gambe ed essere arbitri del proprio destino e del proprio futuro.
E’ questo il vero ostacolo da superare per noi Meridionali, almeno secondo me.

Luca Longo
Vicepresidente nazionale